INSARZANA
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22 aprile 2025

VERSO IL 25 APRILE: LUIGI FIORI Vita da partigiano (storia e intervista video)


Il comandante partigiano Luigi Fiori (Nato a Sarzana l'8 giugno 1920, morto a Brugnato (SP) il 30 maggio 2015),nome di battaglia: Frà Diavolo

Ho avuto la fortuna di conoscerlo, Luigi Fiori. Una persona di una solidità e di una volontà non comune ma che sotto quella scorza, apparentemente dura, sapeva mantenere una signorile gentilezza. Molte volte ci siamo trovati alle manifestazioni dove, lui sempre in prima fila a tenere gli striscioni, anche ad una età veneranda, incitava gli altri a impegnarsi contro tutto ciò che andava contro ai dettami della Costituzione Italiana. Un combattente nato che fino in fondo ha tenuto fede a quegli ideali che hanno reso l'Italia un Paese libero e democratico.


LUIGI FIORI

Nonostante la famiglia sia di estrazione alto borghese, tradizioni militari e fedelissima alla monarchia, Luigi Fiori rivela una forte vocazione artistica e decide di studiare scultura all’Accademia delle Belle Arti di Carrara. È uno dei tanti giovani cresciuti col regime, non si pone domande, la politica non lo interessa.

Con l’entrata in guerra dell’Italia è chiamato alle armi, ufficiale dislocato prima a Ventimiglia (dove conosce un sergente slavo di un paese vicino ai confini triestini e scopre il dissenso antifascista), successivamente a Roma nel Battaglione anti-paracadutisti di stanza all’aeroporto militare di Centocelle. 

Ed è proprio nella Capitale che all’indomani dell’8 settembre ’43 assiste al disfacimento dell’esercito dopo la fuga del Re a Brindisi. Partecipa alla battaglia di Porta San Paolo, riesce a lasciare la città occupata dai nazisti e a tornare nella sua terra. Ma a Sarzana resterà solo pochi giorni: per evitare i bandi saloini di arruolamento si nasconde sulle montagne parmensi da uno zio sacerdote. Lì prende contatti con le prime formazioni che nell’Appennino tosco-emiliano si organizzano per combattere l’occupante. Un amico medico gli dà una rivoltella, l’arma che lo accompagnerà per tutti i mesi della Resistenza.

Entra nella Brigata “Vampa”, operante in Val di Taro: trenta uomini di cui diventa presto comandante col nome di “Fra’ Diavolo”, stratega dei sabotaggi lungo la direttrice ferroviaria Fornovo-Pontremoli, tratto cruciale per i tedeschi attestati sulla Linea Gotica.
L’attività di resistente non si fermerà con la Liberazione: Fiori, infatti, riprende nel Dopoguerra la sua inclinazione artistica affermandosi come progettista nella grande industria ma, per tutta la vita, continuerà a testimoniare la lotta partigiana e i princìpi sanciti nella Costituzione.

Da ricordare l’impresa di distribuire nelle scuole e nelle piazze del Paese ben 80.000 copie del testo fondamentale della Repubblica italiana, stampate con l’ANPI di Lerici, dove risiedeva, del quale era Presidente onorario. A tutti nota era la sua fittissima agenda di impegno civile, divisa tra riunioni associative e incontri con gli studenti. Ai giovani era rimasto vicino sempre, anzi proprio da loro aveva ricevuto l’impulso a partecipare attivamente alla politica: negli Anni 60 attraverso i figli aveva conosciuto il Movimento studentesco, poi si era iscritto al PCI, passando in seguito a Rifondazione comunista.

Più volte Gigi ha affidato le sue memorie ai Musei Audiovisivi e agli Archivi della Resistenza, anche nell’anno del 70°, pur costretto ormai in un letto d’ospedale. Un capitolo interamente dedicato alla sua vicenda è contenuto nel libro di Marco Rovelli "Eravamo come voi".




E proprio questo Luigi Fiori spiegava alle nuove generazioni, spronandole a non abbattersi mai e concludendo ogni discorso con il suo motto preferito:

 “Quando ai monti con la mia brigata subivamo un rastrellamento, i tedeschi in migliaia ci uccidevano, ci sbaragliavano fino a ridurci a uno sparuto gruppo di uomini. Tuttavia non ci demoralizzavamo e iniziavamo dal giorno dopo a ricomporre la brigata. È successo diverse volte, per questo vi dico di non arrendervi mai. Coraggio, ragazzi!”. (dalle pagine dell'ANPI)



                          

Prima parte del filmato su Luigi Fiori "Eroi Nessuno", racconto partigiano di Luigi Fiori, Comandante Fra Diavolo

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