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| A SINISTRA: La notizia dell'ultima bravata fascista a Sarzana A DESTRA: Balilla a Sarzana in Piazza Vittorio Emanuele (futura Piazza Matteotti) |
"...la terra trema. Tamburi, tamburi negli abissi. Stanno arrivando" Il Signore degli Anelli J.R. Tolkien
Come i tanti luoghi anche a Sarzana si stanno sfilacciando sempre di più quei legami di libertà, eguaglianza e solidarietà (conglobati in un'unica parola: democrazia) che per tanti anni, da dopo la fine del nero ventennio, hanno dato un senso alla quotidianità politica e sociale della nostra Comunità nazionale e, ovviamente, di quella locale.
E' ancora di questi giorni l'ennesimo episodio di intolleranza e di violenza che accade a Sarzana, orchestrato da giovani dalla visione reazionaria che, come nei torbidi inizi del fascismo italiota, si muovono e agiscono già connaturati nelle concezioni più spregiative e insultanti care ad una odierna, antica destra.
E' un movimento subdolo e trasverso che prende campo con manifestazioni eclatanti già da coloro che, democraticamente eletti, ci governano. Ricorderete le uscite della seconda carica dello Stato, La Russa oppure le insulse affermazioni di vice ministri come Rixi o del deprecabile ministro dell'istruzione Valditara, per non parlare di ex generali la cui visione del mondo è lontana anni luce dalla Costituzione. Un carosello nero che si dipana poi in riunioni di nostalgici uniti nel saluto romano ai loro "eroi" e che, negli ultimi tempi, anche a Sarzana ha trovato una corresponsione in patetici teatrini d'avanspettacolo, in premiazioni farlocche pseudoculturali ma anche in pessimi momenti istituzionali e incontri cosidetti "culturali" nella ricerca disperata di legalizzare una qualche forma intellettuale in toto dei fascismi.
Già l'anno scorso, per la celebrazione del 21 luglio 1921, abbiamo assistito ad una sorta di nefanda controrappresentazione da parte di Gioventù Nazionale, potremmo dire sdoganata dal ricordo sempre più sbiadito di questa storica data sarzanese, brevemente e malamente ricordata ogni anno, nascosta dai sipari di notti bianche e pseudostoricismi in salsa economica.
Credo che, dopo quest' l'ultima provocazione giovanile, dovremmo cominciare a preoccuparci seriamente di uno stato delle cose sempre più sfuggente e pericoloso. Evidentemente molti cittadini italiani hanno riacquisito pensieri di destra , di conservatorismo estremo (alcuni come il violento patriarcato non se ne sono mai andati), espressi dal nuovo centro destra al potere, pensieri che hanno poi debordato in molti di coloro che sono andati ad ampliare quelle organizzazioni estreme di chiara marca neo fascista, pensieri che si sono diffusi, potenti ed estremi, in in molta gioventù italiana. Paradossalmente la sinistra italiana che, negli anni, si è come disciolta nella società globalizzata e individualista che governa il mondo, si trova oggi nella stessa situazione dei gruppi neofascisti nel dover ricavare, per poter esistere nuovamente, una nuova ideologia, una nuova epifania e nuovi riferimenti che non possono essere attinenti al passato comunista, giudicato inidoneo dalla Storia ne tantomeno da estremismi passati, ancora in voga in tanti centri sociali del Paese. La sinistra, per impedire che ulteriori cittadini spostino le loro preferenze a destra, per poter mantenere un contro altare democratico alla destra vincente o per fermare l'emersione nel loro inconscio dell'accettazione populistica più, marcata, del razzismo più bieco, della violenza meno controllabile, dovrebbe comprendere che l'unico, vero riferimento rimane la Costituzione. Nell'uso reale, razionale, radicale (le tre R) di molti dei suoi articoli esistono quei valori e quei principi che permetterebbero alla sinistra di accettare un vero confronto con una destra che possiede solo una visione economicista, conservatrice, dettata da fattori contingenti e molte volte contrari a logiche di eguaglianza, di libertà o di solidarietà. Capisco, ovviamente, quanto questo sia problematico. Non è un caso che si voglia conformare anche la stessa Costituzione a questo sistema sbagliato e prevaricante (la sinistra al governo nei primi duemila ha le sue responsabilità sia sul Titolo V modificato quanto all'aggiunta del pareggio di bilancio tra i commi della Carta) eppure per arrestare questa deriva che, ripeto, si muove da un lato sul conservatorismo, sull'ignoranza e sull'improvvisazione di un governo di destra (specchio di una società già malata di consumismo, di esagerazione, di menefreghismo verso un vivere civile) e dall'altro lato su movenze extraparlamentari nazionaliste e violente, l'unica, vera “ideologia” rimane quella ispirata dai valori contenuti nella Carta Costituzionale antifascista. Siamo evidentemente all'ultima ridotta, all'ultimo baluardo. Perso questo, l'omologazione sarà totale e il cerchio si chiuderà nuovamente con la reazione al potere. Che sia democraticamente conservatrice o reazionaria e dittatoriale solo il tempo potrà scandirlo.
QUI alcune parole su quanto accaduto da parte della sindaca, mentre facciamo nostro l'invito di Marco Baruzzo, segretario del Partito democratico sarzanese:
“Sarzana è democratica e antifascista. I valori della sua comunità sono radicati nello spirito della Resistenza, della Repubblica e della Costituzione e si proiettano nel futuro in un orizzonte di solidarietà e giustizia. La militanza politica non può degenerare nella minaccia, nell’intimidazione e nella violenza. Per questi motivi, e per manifestare una concreta e personale vicinanza agli amici del Taffy’s, domani giovedì 6 agosto, dalle 19, sarò da loro in via Mascardi a Sarzana e invito a unirsi tutti i Sarzanesi di ogni sensibilità e convinzione politica, purché democratica e repubblicana, per il ripudio di ogni forma di violenza e radicalizzazione". Marco Baruzzo
Giorgio Giannoni

Mio caro Giannoni, è vero che un solido riferimento per la sinistra in Italia è la Costituzione. Per il momento è l'unico. Ma l'Italia è un moscerino appena visibile sulla carta geografica e sfruttamento, violenza e dissesto ecologico sono un fatto planetario. Pensare di uscirne mettendo finalmente in pratica il dettato costituzionale, può indubbiamente valere per l'Italia. Ma che fare per il resto del mondo? Condivido in pieno la tua riflessione su "...la sinistra italiana che, negli anni, si è come disciolta nella società globalizzata e individualista che governa il mondo". E qui sta il problema. Lo scioglimento del PCI ha privato la sinistra italiana di una risorsa fondamentale: la dispersione e poi il mancato ricambio di una classe dirigente, che al di là di una gestione del contingente, aveva da sempre il fondamentale dovere politico di indicare una via da seguire per la tutela delle classi lavoratrici e degli sfruttati. Una visione del mondo non ristretta alla sola Italia. La faccenda si riassume in due parole: Marxismo e Internazionalismo. Aver messo in soffitta Marx, il pioniere della ricerca scientifica sulle tendenze del capitalismo, ci ha impedito di veder arrivare e analizzare le cause profonde di tutto quanto ci sta piovendo in testa in questi tempi distopici. Anche l'ennesimo episodio di intolleranza e violenza accaduto ier sera a Sarzana.
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