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| Foto: Ansa foto / LUCA ZENNARO (8 maggio 2026) |
Atroce che si deva blindare una città come Genova per una insensata e inutile manifestazione. La Sindaca di Genova non doveva dare il permesso. Inutile dal punto di vista storico ,sull'epopea guerresca degli Alpini ci sono semplicemente i sacrari. ( In parte anche abbandonati).
Basterebbe una giornata della memoria dedicata a loro e ai pochi superstiti rimasti dopo le loro sfortunate campagne militari volute da un governo fascista. Invece si preferisce concedere giorni e notti a migliaia di persone che vogliono solo ubriacarsi di vino offendendo in questa modo anche quel poco di memoria labile ormai . Vino e vomito e violenza in alcuni casi. In un paese pieno di manifestazioni guerresche organizzate in complicità da dubbie associazioni con l'alibi di fare storia ( quella sì studia sui libri e nei musei o omaggiando chi la guerra l'ha fatta davvero).Ripeto le amministrazioni comunali dovrebbero pensarci prima e gestire meglio i ricordi , un esempio per tutti è il tempietto ormai cadente delle salme dei ragazzi soldato della prima guerra mondiale nel nostro cimitero comunale. Basta con queste orde gonfie di di vino e porchetta che non sanno nemmeno cosa siano il Sacrario di Redipuglia o della ritirata dopo la fallita campagna di Russia. Se questo è il vostro rispetto vomitato in strada dopo giorni di gozzoviglie a me non interessa. Riesco solo a pensare a quegli Alpini che sono ancora perduti nei boschi. I boschi di Nikolaevka.
Andrea Giannoni
NOTA:
La questione dei sacrari alpini e dei cimiteri di guerra abbandonati, trascurati o chiusi è un tema sensibile e ricorrente, spesso legato a complesse questioni burocratiche, carenza di fondi per la manutenzione o zone difficilmente accessibili in alta quota. Nonostante la legge definisca questi luoghi "sacri in perpetuo", molti versano in condizioni di degrado o non sono regolarmente accessibili.
Ecco alcuni dei casi più noti o segnalati:
- Sacrario Militare del Leiten (Asiago, VI): Pur essendo uno dei più importanti d'Italia con 55.000 salme, ha sofferto di lunghi periodi di chiusura dovuti a lungaggini burocratiche per i lavori di restauro. Le sezioni locali degli Alpini si sono spesso adoperate volontariamente per garantirne l'apertura.
- Zona del Monte Grappa: Sono state segnalate nel corso degli anni situazioni di abbandono in aree limitrofe ai cimiteri di guerra principali, con resti di piccoli cimiteri storici trascurati dove pascolano mandrie.
- Ossario del Tonale (BS/TN): Sebbene le salme siano state in gran parte traslate, la gestione della struttura tra Val Camonica e Val di Sole ha vissuto momenti di incertezza.
- Ex-cimiteri di guerra e cimiteri dimenticati: Molti piccoli cimiteri di guerra, dismessi dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, sono stati dimenticati o parzialmente recuperati dalla natura, specialmente quelli non traslati nei grandi sacrari.
- Sacrari in Alto Adige (es. Colle Isarco): Alcuni monumenti risalenti al periodo fascista hanno affrontato dibattiti sulla loro manutenzione e significato.

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