11 febbraio 2026

ANDREA GIANNONI racconta il blues di Monica Faridone

Una serie di incontri dedicati alla Musica dell'Anima

C'è gente che sceglie la musica, e gente che dalla musica viene scelta. Andrea Giannoni appartiene alla seconda categoria. Armonicista di rara sensibilità, Andrea ha condiviso palchi e storie con alcuni dei più grandi interpreti del Blues che abbiano mai suonato in Italia e non solo. Non è un appassionato del Blues: il Blues è lui, è la materia di cui è fatto, il linguaggio con cui da quarant' anni racconta il mondo.


MA COSA STA' ACCADENDO? di Monica Faridone

In questa foto della Presidenza di El Salvador, detenuti in fila durante un'operazione di sicurezza nel carcere di Izalco a San Salvador, il 25 aprile 2025. 
 

C'è un momento preciso in cui capisci che qualcosa si è rotto. Non è un evento singolo, non è una data sul calendario. È quando ti accorgi che quello che fino a ieri era impensabile oggi è semplicemente normale.

10 febbraio 2026

EVENTI NELLA SEDE DI INSARZANA: Andrea Giannoni racconta i BLUES

 

"Sai niente di uno che gira soffiando in un'harmonica? Se lo vedi te lo ricordi; invece di parlare, suona...E quando dovrebbe suonare, parla!" (C'era una volta il West) 

In una piccola città dove la musica, indubbiamente, non manca, basti pensare all'Accademia Bianchi o alla lirica del Festival annuale, oppure ancora alla Live Music Academy o al Modern Music Institute, parrebbe superfluo aggiungere altri suoni, non fosse altro che sembrerebbe essere soddisfatta la voglia di ascolto (non dimentichiamo anche il nostro Teatro degli Impavidi) ne tantomeno quella di coloro che vogliono imparare a suonare uno strumento. 


10 FEBBRAIO 2026: COSA DIMENTICHIAMO NEL GIORNO DEL RICORDO? La Storia intorno alle Foibe, il documento del Gruppo di Lavoro sul Revisionismo storiografico

 

Oggi, 10 febbraio 2026, viene celebrato il Giorno del Ricordo che, qui a Sarzana, pare essere passato in secondo piano per una consigliatura che, negli anni scorsi, aveva dimostrato, un interesse particolare al punto di porre, surrettiziamente, una lapide nella sala consigliare e di accostare in maniera erronea, come accadde l'anno scorso, l'Olocausto con la tragedia delle foibe e della diaspora giuliano-dalmata.


09 febbraio 2026

EVENTI NELLA SEDE DI INSARZANA: Presentazione di GENTE DI SARZANA, il nuovo libro di Paolo Bufano



Nella galassia libraria della Sarzana letteraria si è aggiunto un altro "oggetto non ben identificato" che il suo autore, Paolo Bufano, vuole mostrare a tutta la cittadinanza del castrum. Siamo dunque felici di accogliere Paolo e il suo libro GENTE DI SARZANAcentonove biografie maldestre e non autorizzate di Sarzanesi illustri, da poco pubblicato, e contribuire così alla sua conoscenza in città e fuori. La presentazione avverrà Venerdi 20 febbraio 2026 dalle ore 17,30 nella sede di InSarzana in Vicolo Bonicella 4 Sarzana. 


02 febbraio 2026

Ricordando Maria Rita Parsi: quando la grinta serviva a leggere la violenza

                            

È morta Maria Rita Parsi. Psicoterapeuta, scrittrice, fondatrice del Movimento Bambino, una delle voci più scomode e necessarie di questo paese. Aveva 78 anni e fino all'ultimo non ha smesso di essere quello che era sempre stata: un fulmine di guerra. Il 12 febbraio 2023, era con noi al Teatro degli Impavidi di Sarzana, per una lectio magistralis che avevamo intitolato "Alle radici della violenza".


30 gennaio 2026

GIORNATA DELLA MEMORIA 2026 Un post scriptum: SEI ERAVAMO E SEI SIAMO RIMASTI di Andrea Giannoni

 

Il 27 gennaio, pomeriggio con l'associazione InSarzana abbiamo celebrato nella nostra sede cittadina in Vicolo Bonicella, la " GIORNATA DELLA MEMORIA", quattro persone anzi sei persone in tutto. Avevamo scelto la solita forma dell'invito alla lettura di un brano riferito alla giornata stessa, un modo garbato di fare sopravvivere la Memoria stessa ed integrarla con le nuove memorie. Sei eravamo e sei siamo rimasti in una sorta di strano e colpevole limbo. Per quanto mi riguarda la domanda che ci eravamo posti l'anno passato sul senso di celebrare ancora questa giornata ha avuto la sua risposta che, dato l'imbastardimento dei tempi, non poteva essere diversa e meno dolente. Illusione, il voler conquistare un mondo nuovo e razionale attraverso storia e memoria. Siamo poco più che spazzatura, punto. Vi lascio riflettere con questa mia arringa in poesia e con la Tragedia Umana di Sami.

29 gennaio 2026

A ottant' anni dalla Costituente: NATA DALLA RESISTENZA

 


Riceviamo dall'ANPI  e pubblichiamo. 
In 80 anni avremmo avuto tutto il tempo per tradurre in realtà le norme fondamentali scritte dall’Assemblea costituente, sulla base degli ideali sviluppati dalla Resistenza e dal ventennio di opposizione al fascismo. Anziché per metterle in pratica, troppe energie sono state spese per modificarle, quelle norme, soprattutto nel nuovo millennio.

28 gennaio 2026

CIAO ALFREDO: In ricordo di un sarzanese esemplare

 

Se dovessimo contestare a Paolo Bufano la mancanza, nel suo ultimo bel libro Gente di Sarzana, di una figura rappresentativa di una certa epoca di Sarzana, credo che Alfredo Giusti sarebbe il prescelto. In fin dei conti potremmo dire che Alfredo Giusti abbia abbandonato Sarzana perchè la città non era riuscita a comprenderlo e ad accettarlo fino in fondo, almeno politicamente parlando, non certo umanamente. Nell'ultima parte della sua vita aveva preferito trasferirsi a Pinerolo, vicino a Torino dove già uno dei suoi figli lavorava, tagliando così i ponti con il luogo che aveva frequentato per quasi tutta la vita, godendosi i nipoti ma con il rammarico di un sarzanese che abbandona per sempre il castrum.


27 gennaio 2026

LA POESIA DI GIOSUE' PAOLO LETO PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA 2026

 

Vorremmo ringraziare il sign. Giosuè Paolo Leto che, nell'impossibilità di partecipare di persona all'incontro sulla Giornata della Memoria, ci ha inviato una sua poesia sul tema dell'Olocausto. Abbiamo dunque deciso di pubblicarla per poterla diffondere a più persone

InSarzana


 OLOCAUSTO

Le mani alzate davanti

ad occhi atterriti,

gridando il proprio dolore

a quelli che non vogliono

più ricordare. Perché?


Forse le urla disperate

hanno sopito la rabbia dentro.

Non c’è più posto per il

perdono, ma solo disprezzo.


Resta solo il pudore

della paura, ma come si

può fuggire via, se si è

rinchiusi in gabbie

recintate di filo spinato.


Tanti, troppi saranno

dispersi e sciolti nel

vento, a noi rimane

l’amara consolazione

di non dimenticare mai,

questi eroi silenziosi.


Giosuè Paolo Leto 

 Sarzana, 27 gennaio 2014