01 maggio 2026

BUON PRIMO MAGGIO 2026 DA INSARZANA (o, no?)

 

InSarzana, nell'augurare Buon Primo Maggio a tutti, vorrebbe ricordare i presupposti costituzionali del lavoro nel nostro Paese, sottolineando gli articoli della Carta ed evidenziando, come molte volte, tali leggi fondamentali vengano disattese.



DALLA CARTA COSTITUZIONALE:


Art.1 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Art.4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 36. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Art.37. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

Evidentemente, riuscire a rispettare la Carta rimane, nel Bel Paese di oggi, un qualcosa di aleatorio, una sorta di chimera come è testimoniato proprio dal decreto Primo Maggio di questi giorni che il governo ha programmato.

Come ci ricorda Landini, il segretario della CGIL, martedi scorso, durante la trasmissione Di Martedì: " «Il Primo maggio è la festa dei lavoratori. Ma in questo decreto i 960 milioni stanziati vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro». 

Leggiamo e ascoltiamo il segretario CGIL nelle ulteriori sottolineature delle storture che, alla fine pagano sempre i lavoratori dipendenti e i pensionati.




Landini: “Il decreto Primo maggio finanzia le imprese, non i lavoratori”


dal sito della CGIL

«Il Primo maggio è la festa dei lavoratori. Ma in questo decreto i 960 milioni stanziati vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro». È netto il giudizio del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, intervenuto a Di Martedì su La7, ospite di Giovanni Floris, sul decreto varato dal governo.

L’idea che gli incentivi alle imprese producano automaticamente nuova occupazione non regge: «Semplicemente danno soldi se un’azienda assume. Lo trovo un po’ singolare: un’azienda assume se ha bisogno di lavorare». Il problema, sottolinea il segretario generale della CGIL, è che il decreto non affronta il nodo centrale del lavoro oggi in Italia: «Dovrebbero pagare i lavoratori, aumentare i salari. Questa cosa non la fanno e vorrei che fosse chiaro: questo decreto non dà un euro in più ai lavoratori»...

CONTINUA  A  LEGGERE L'ARTICOLO SULLE PAGINE DEL SITO CGIL E GUARDA IL VIDEO 

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