11 febbraio 2026

MA COSA STA' ACCADENDO? di Monica Faridone

In questa foto della Presidenza di El Salvador, detenuti in fila durante un'operazione di sicurezza nel carcere di Izalco a San Salvador, il 25 aprile 2025. 
 

C'è un momento preciso in cui capisci che qualcosa si è rotto. Non è un evento singolo, non è una data sul calendario. È quando ti accorgi che quello che fino a ieri era impensabile oggi è semplicemente normale.


Quando le parole cambiano significato, quando i diritti diventano concessioni revocabili, quando chi dissente viene trattato come nemico. Quando tutto questo avviene e intorno c'è silenzio.
Siamo in quel momento.

Il mondo è cambiato sotto i nostri piedi e nessuno sembra averlo capito davvero. L'Occidente non è più al centro, non detta più le regole. Emergono potenze autocratiche fortissime che non hanno alcuna intenzione di giocare secondo i principi democratici. Il mondo è diventato multipolare, ma lo è in senso regressivo: non più democrazie, più autocrazie.
Le guerre sono tornate normali. L'autoritarismo è tornato rispettabile. La violenza è tornata argomento politico legittimo. Ovunque nascono populismi che svuotano le democrazie dall'interno, diritti che sembravano acquisiti vengono smantellati pezzo per pezzo, lo spazio pubblico si restringe.
E l'Occidente reagisce a questo declino rifugiandosi nel nazionalismo, nelle narrazioni identitarie, nella chiusura. Invece di fare i conti con i propri fallimenti, con le disuguaglianze crescenti, con il tradimento delle promesse di benessere diffuso, si arrocca. Cerca nemici esterni e interni. Costruisce muri, fisici e mentali.

In Italia questo schema globale si riproduce con caratteristiche proprie. Assistiamo a una sistematica erosione delle libertà democratiche mascherata da retorica nazionale. Attacchi alla cultura, alla scuola, all'informazione indipendente. Controllo crescente sulle parole, sul pensiero. La lingua della crociata contro nemici immaginari , il "gender", i migranti, gli intellettuali, chiunque non si allinei. La retorica del "noi" contro "loro", dove "loro" sono sempre gli ultimi, i diversi, chi osa pensare diversamente.
Non dico che stiamo tornando al fascismo. Sarebbe troppo facile, troppo netto. Ma i meccanismi sono gli stessi. Lo svuotamento delle istituzioni democratiche dall'interno. La normalizzazione per gradi dell'inaccettabile. Il clima di intimidazione che cresce lentamente, impercettibilmente, finché non ti accorgi che hai già autocensurato dieci volte quello che avresti voluto dire.

Monica Faridone

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