28 aprile 2026

I PENSIERI DI MONICA : SLIDING DOORS di Monica Faridone

Mia nonna, filosofo di riferimento.


Vi capita mai di pensare di aver sbagliato tutto?
Non il rimorso banale per le piccole deviazioni, ma qualcosa di più radicale e più vertiginoso. Che ci sia stato un bivio, e che da quel bivio in poi tutto si sia incanalato in una direzione che non avete più scelto davvero, solo percorso.


Che quello che state affrontando oggi non sia una scelta libera ma una costrizione elegante; un sentiero tracciato prima, da una versione di voi che non siete più, e sul quale continuate a camminare perché fermarsi sembra impossibile.
Le scelte le avete fatte voi, questo è vero, in piena coscienza, con quello che eravate in quel momento. Alcune per convinzione, altre per rifiuto, per non essere ciò che odiavate, per non ripetere ciò che vi aveva fatto male, le sentivate vostre, e lo erano. Ma erano anche una risposta, una presa di distanza, una libertà costruita in negativo, e quella risposta ha generato conseguenze, e le conseguenze hanno ristretto il campo, e oggi vi ritrovate a fare scelte che sono in realtà l'unica strada rimasta, decisa molto prima, da qualcuno che conoscete bene ma che non siete più del tutto.
Hegel lo chiamava alienazione: ritrovarsi estranei a ciò che si è costruito. Reazioni sedimentate nel tempo fino a sembrare identità. Una definizione precisa, quasi perfetta.
Poi però ci si ferma un momento. E si capisce che la domanda era mal posta fin dall'inizio.
Non sono le scelte ad essere sbagliate. Siete voi ad essere cambiati. Quelle scelte erano giuste per chi eravate e chi eravate le ha fatte bene, con quello che aveva. Il problema non è nell'errore. È nella distanza tra la persona che ha scelto e la persona che è rimasta a vivere con quelle scelte.
Mia nonna non aveva letto Hegel ma aveva due detti che valevano quanto lui. " Del senno di poi son pieni i fossi" e, per chi si perde a immaginare vite parallele," se mio nonno aveva le ruote era un carretto".
Ciò che oggi non vi appartiene più non è un errore da correggere, è la distanza tra chi eravate e chi siete diventati.
Quella distanza non si chiama fallimento. Si chiama vita.

Monica Faridone

Nessun commento:

Posta un commento