Permettetemi un ricordo personale per riandare con la mente alla grande figura di Franco Battiato, splendido musicista e insegnante di vita scomparso un anno fa, il 18 maggio 2021. In questi giorni dell'anniversario si parla del maestro catanese in ogni angolo d'Italia e questa sera Rai 1 e Sky Arte offrono due intriganti documentari con molte cose inedite e interessanti sulla sua figura. Vorrei allora riproporre ciò che scrissi l'anno scorso per la dipartita di Franco per meglio sottolineare la grandezza esistenziale che lo ha sempre contraddistinto.
CIAO, FRANCO
di Giorgio Giannoni & Gabriella De Rosa
FRANCO BATTIATO. Gilgamesh, 1992. Dettaglio di un suo dipinto utilizzato come copertina dell'opera in due atti dello stesso Battiato, dedicata alla vita del leggendario sovrano sumero Gilgamesh. |
Il
mio incontro con Franco Battiato risale solo al 1989. Qualcuno dirà:
come mai? Franco aveva già provato a fare l'artista dal 1965 in avanti e
sarebbe stato difficile, per chi ascoltava la musica dei sessanta o dei
settanta trascorsi, non imbattersi in questo stravagante, mistico,
musicista capace di stupire per la sua incredibile creatività. Eppure fu
così. Ammaliato da altri suoni, da altre visioni non mi accorsi, ahimè
"in diretta", di quella magia musicale, di quel paese dei balocchi e
quando, all'inizio degli ottanta, vidi e ascoltai le prime gesta di mr. tamburino o osservai con insipiente altezzosità il centro di gravità, lo
liquidai con noncuranza, giudicando quelle movenze, insensate e
indelicate. Occorreva aspettare dunque fino a quell'anno di fine decennio, quando, nella casualità più assoluta, lessi la recensione di Giubbe Rosse (1989),
il favoloso doppio album dal vivo dei concerti italiani, francesi e
spagnoli del Fisiognomica Tour(1988) che L'Espresso incensava e
innalzava a musica delle sfere. Ricordo che, memore delle mie
idiosincrasie battiatesche, non acquistai il cd ma ripiegai, sulla
cassetta, già obsoleta, e per un ascolto in auto, già di per se minore,
recalcitrante, foriero di un giudizio già mistificante a priori. Lo
ascoltammo assieme, io e mia moglie Gabriella, andando a Pisa e rimanemmo folgorati, stravolti dalla
grandezza sonora, da quella voce e da quei suoni vivi e vivificanti. Fu
amore al primo ascolto per entrambi. Seguimmo il nostro pifferaio magico
per tutti i novanta, mentre cominciavamo faticosamente e allegramente a
ridisegnare le coordinate di quella musica, le sue origini, i messaggi
nascosti, la mistica sottesa, le iperboli sonore, i giochi di parole,
ascoltando i "vecchi" capolavori e leggendo di Gourdieff o delle folli
visioni della Legge dell'Ottava. Lo seguimmo per molti anni ascoltandolo
a Carrara in Piazza Marconi, a Firenze sul sagrato di San Miniato, a
Orvieto nella sacralità della Messa Arcaica, nel teatro di Livorno, al
teatro dell'Opera di Roma per avventurarci nel suo immenso Gilgamesh, in
San Francesco a Pisa o al Teatro Lirico di Milano, tappa quest'ultima
indimenticabile, nell'incontrare un musicista che ritornava, dopo anni,
nella città che aveva ospitato i suoi primi passi musicali e dove la
serata del concerto travalicò il significato stesso della fruizione
musicale ma si trasformò, nel rapporto tra la platea colma di amici di
Franco, in un abbraccio enorme e in un continuo scambio di grida e di
saluti con l'autore che esplodevano, incontenibili dopo il rispettoso
silenzio che suggellava l'esecuzione di ogni brano.
Noi, lo abbiamo aspettato all'uscita degli artisti, dietro il teatro, in una sorta di vicolo poco illuminato. Volevamo ringraziarlo per la sua musica, per il concerto. Quando uscirono sentimmo Alice fare gli auguri a Giusto Pio, l'11 gennaio era il suo compleanno. Battiato si fermò sorridendo vicino a noi, gli stringemmo la mano ringraziandolo per la splendida serata. Ci rispose ringraziando noi di essere lì, con lui. Facemmo gli auguri a Giusto Pio e salutammo Alice, mentre Franco e gli altri musicisti si allontanavano per andare a cena e probabilmente a festeggiare il grande violinista.
Ecco, credo che oggi ci piaccia ricordarlo così, mentre si allontana nella notte della "sua" Milano, con i suoi amici di sempre, i suoi musicisti. Non servono altre parole, basta ascoltare la sua musica.
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Milano 11 gennaio 1992 Teatro Lirico
Giacomo Pellicciotti da Repubblica
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Non ho mai ascoltato Franco dal vivo agli inizi degli anni ottanta. Doveva essere magnifico.
da Patriots Tour 1981
Ciao, Franco
Giorgio & Gabriella
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Per
tutti coloro che hanno amato Franco Battiato, i suoi modi, la sua
sensibilità, la sua preparazione, la sua visione del mondo sul sito Verso la Stratosfera è possibile scaricare e ascoltare un'infinità di concerti dal vivo, dagli anni'70 ad oggi:
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