07 giugno 2026

Per mia figlia Eleonora, nel giorno del suo Compleanno.


Così dallo sprofondo sei venuta al mondo gridando e piangendo in quel 'ospedale di Fivizzano, terra di mandamento che il tuo Bisnonno Anselmo conosceva bene da commerciante di sale, frutta e verdura fin dalle terre dietro il passo del Cerreto, dove lui di donne ne ha amato tante, di quelle dalle tette grandi, grandi madri che conoscevano bene il segreto del formaggio e impastavano tagliatelle e pani lievitati, prendendo sulle spalle il peso della casa e delle tradizioni, masticando gussoni.


 

Io francamente non so se verso di te, Figlia mia, ho espresso il meglio, se mi sono comportato da Padre oppure da cialtrone, ma quando tutto quello strano muoverti e pensare mi piomba sul muso tutti i giorni della nostra vita insieme allora riesco a pensare e a darmi tregua sul crinale della Malacarne. Quella notte che sei venuta al mondo provai a telefonare a tuo Zio Giorgio, ma nessuna parola, nessun suono usciva dalla mia bocca, questo succedeva, ma quel silenzio ora risuona fiero e poderoso in te Eleonora, Fosca, Diletta Giannoni, risuona in quella primavera accesa ed infinita che è il tuo viso incalzato, perennemente con le cose del Mondo. Da lì fuoriesce tutto l'amore che ho per te che cominci ora ad andare via ogni tanto, non sono un padre esemplare, ma chi lo è ? 

Ma forse sono quello che in qualche modo ha nutrito i tuoi sogni e ti ha consegnato un libretto d'amore vario e discutibile, sono quello che beve birra e sogna con te la plancia di una Astronave federale che ci conduca oltre il sistema solare dove saremo ancora Padre e Figlia prima di implodere al centro di tutto, di tutto quello che siamo.


Infiniti Auguri Figlia mia. Tuo Padre. 

Andrea Giannoni

Nessun commento:

Posta un commento