La Presidente e il Consiglio Direttivo di InSarzana esprimono piena e sentita solidarietà a Valentina Bosello, bersaglio sui social di minacce gravissime e di una violenza verbale che l'ha colpita in quanto donna.
Minacce di questo tipo hanno un obiettivo preciso: intimidire, umiliare e zittire chi si espone. Chi le pronuncia conta sul silenzio di chi le riceve e sull'indifferenza di chi assiste.
Per questo la scelta di Valentina di non tacere e di denunciare merita rispetto e sostegno. È un atto di coraggio che riguarda tutte e tutti, perché difende lo spazio di chi fa attività sindacale, sociale e civile senza doverne pagare il prezzo sul piano personale.
Abbiamo avuto modo di collaborare con Valentina in diverse iniziative sul territorio e ne conosciamo la serietà, la competenza e la generosità. Le siamo vicine e vicini, oggi con particolare convinzione.
Monica Faridone, Presidente Associazione InSarzana
DALLA NAZIONE DEL 23 LUGLIO 2026
“Spero tanto che ti violentino, avrai modo di divertirti”. Minacce choc a Valentina Bosello, sindacalista Cgil: “Non resto zitta, denuncio”
La Spezia, 23 luglio 2026 – “Che ridicola, spero che vinca la sinistra, il prossimo barcone nel tuo comune così anche tu avrai modo di divertirti come tutte le ragazzine/donne stuprate...”. Augurare con un commento su Facebook a una sconosciuta, che ha la pecca di pensarla diversamente, di essere violentata. Senza guardare in faccia l’abc del vivere civile e la netiquette, un uomo (ma si fa fatica a chiamarlo così) sulla quarantina del Torinese così si è rivolto a Valentina Bosello, lericina, delegata Cgil per la scuola e componente del coordinamento donne e vice-responsabile Amnesty della Liguria. Un profilo con tanto di nome e cognome, una fotografia insieme ad una bimba e soprattutto nessuna reticenza né vergogna ad auspicare l’orrore. Il pomo della discordia è stato un post pubblicato dall’attivista Soumaila Diawara su Carlo Giuliani, il manifestante genovese ucciso durante il G8 del 2001.
“Non posso tacere”
“Non posso stare senza fare niente di fronte a una frase come questa – dice Bosello – sporgo denuncia tramite gli avvocati Isabella Benifei e Gabriele Costantini, grazie al patrocinio gratuito della Cgil. Chiunque può fare questo passo nelle mie condizioni, anche perché sono convinta di essere stata attaccata in quanto donna”. Evitare, quindi, che si normalizzino certe abitudini deteriori ormai diffuse sui social, anche grazie alle maglie larghe sui controlli da parte dei giganti del web. “Questa violenza in sé e orribile: invece del confronto la usi come arma per zittire le donne, tiri fuori gli immigrati in una discussione in cui non c’entrano niente e in più affermi che le donne vittime di stupro si divertono. I commenti sessisti sono sdoganati, complice il fatto che gli autori pensano di godere dell’impunità: sanno che tanto non gli succederà niente e si sentono liberi, ma deve passare il concetto di quanto sia importante fermarli”. Immediati e bipartisan la solidarietà e il sostegno che in tanti le hanno dimostrato.
La solidarietà
“La cosa bella di questa situazione brutta è che esiste una forte sensibilità e anche la volontà di esser solidali. Deve passare concetto che uno non è solo: mi hanno sostenuta donne e uomini. Basta sdoganare offese e messaggi violenti, serve un’educazione culturale. Spero di ottenere un risarcimento, che poi devolverò in beneficenza”. Fra i primi a condannare con durezza il gesto (anch’essi tramite social) Lara Ghiglione, della segreteria nazionale Cgil e il sindaco di Lerici Marco Russo, che ha parlato a nome suo e dell’amministrazione. E anche Il Coordinamento donne della Cgil della Spezia esprime la propria piena solidarietà e vicinanza all’attivista.

.webp)
Nessun commento:
Posta un commento