31 agosto 2026

A SARZANA: Siamo tutti turisti di altri turisti di Giorgio Giannoni/Ma tutto ciò forse non esiste di Andrea Giannoni/L'Agorà cittadino di Nicola Gianello

                                                        

"Poi con la scusa della tutela spaccano i marroni ai residenti come se il basolato intorno al comune non fosse delicato… questi bestioni qui sono quelli che lo distruggono… che la smettessero di prendere per i fondelli..."                      Alessandro Palumbo

Dovremmo chiederci, osservando le immagini e scorrendo le parole del prof. Alessandro Palumbo, dove sia finito quel connubbio ideale, quell'equilibrio dovuto, tra la cosidetta fruizione della cultura e la conservazione, la salvaguardia del luogo dove la nostra comunità risiede.



Col passare degli anni il rispetto verso i residenti è andato via via scemando sull'onda della cosidetta necessità di "fare turismo". Questa nuova forma di investimento comunale ha trovato nell'occupazione degli spazi cittadini la sua apoteosi, la sua esaltazione, determinando, di fatto, un ingolfamento, un'invasione da parte di varie strutture, più o meno permanenti, che hanno ricoperto le vie e le piazze del castrum e la messa in opera di una filosofia di fondo che poco ha a che fare con l'estetica generale dei luoghi, l'aggregazione residenziale, il passeggio rilassato. Si è assistito, negli anni, ad un degrado dei giardini, abbandonati ad un minimalismo di facciata e lasciati in possesso di una sempre più presente delinquenza. Piazza Garibaldi ha da tempo perso la connotazione di spazio pubblico, vedendo la sua bella prospettiva occupata da luoghi esterni di rifornimento idrico e alimentare. Si erano tolte, molti anni fa, le auto per poi ricadere in questo esercizio urbano di pessima qualità.



Piazza Matteotti è invasa, ciclicamente, dalla discesa di innumerevoli iniziative, sulle quali pare sempre più difficile interrogarsi, visto l'innegabile monotonia di concerti, vendite, mercatini, mescite e degustazioni che rendono la piazza una vera e propria sagra continua.



Il Festival della Mente trova poi qui quella conferma di cui si diceva. Voler usare ad ogni costo il luogo, in barba a distruzione del selciato, occupazione serrata e impedente il passaggio ai residenti, rende ancor più ragione di una abdicazione, di una rinuncia verso quanto di ancora bello rimane a Sarzana. La piazza dovrebbe essere nuovamente alberata e lasciata a noi indigeni che, giorno dopo giorno, stentiamo a trovare un posto dove incontrarsi, sedersi all'ombra, dove poter riposare senza musica ad alto volume la sera e poter finalmente parlare senza quel chiasso di fondo che oramai, ahimè, ci appartiene.




Sono sicuro che quanto detto farà ridere molti sarzanesi più giovani del sottoscritto, abituati per lo più a vedere il mondo sotto l'unica logica di produzione e di fruizione del tempo libero che questa società ha determinato. Poco importa, ovviamente, perchè purtroppo sarà molto difficile riacquistare un equilibrio ed una visione della vita che noi abbiamo almeno toccato ma che, evidentemente, non siamo stati capaci, di trasmettere. Momenti più umani che sono scivolati via dalle nostre mani mentre le auto occupavano le periferie e il centro storico, i negozi chiudevano per la continuazione scellerata dell'uso della cosidetta Strada Mercato/Variante, dell'abbandono di quell'oasi felice che erano i Bozi di Sarzana e il fiume Magra, dove la spazzatura impera. Sono passato davanti alla scuola del XXI luglio e sono rimasto colpito dalle belle finestre e da come quel luogo, così sarzanese, stia riprendendo vita. Spero che qualcuno lo possa usare con criterio negli anni a venire, non come Villa Ollandini, obliata e distrutta o il Cimitero comunale, il reale luogo della nostra appartenenza, in continuo e ineludibile abbandono o il Calcandola diventato un cantiere popolato di strani e inutili ponti o Marinella, un gorgo di stupidità, tra il delirio degli arenili, le surreali rotatorie e l'ennesima, inesausta quantitità di legno, plastica, rumenta che ci accompagnerà in questo ultimo scampolo di estate. Forse non lo avete notato, ma stiamo diventando tutti turisti di altri turisti che si aggirano, inconsapevoli per altri luoghi sempre più dimenticati e oltraggiati. Questo è il futuro...finchè dura.

Giorgio Giannoni





MA TUTTO CIO' FORSE NON ESISTE
di Andrea Giannoni
Ricevo da Alessandro Palumbo  e condivido in tutto, aggiungendo anche la povera Piazza Calandrini diventata ormai una mensa a cielo aperto riducendo ogni anno addirittura lo spazio alla Calandriniana e trasformando li suo senso estetico in un assurdo faccia faccia ( dato lo spazio ristretto a vicolo )di ottimi Artisti. Di questo passo troverete colori e pennelli conditi e masticati come pietanze dall'alibi casereccio e poco impavido. Non basta affittare sculture per rincorrere ciò che non esiste più da tempo. Le nostre piazze sono semplicemente lo specchio unto  della nostra cittadina, non luoghi adibiti al non essere avrebbe detto Carmelo Bene senza profilo alcuno, dove il Cittadino, il Foresto , non osserva, non pensa ma attraversa riversando nella cloaca massima quello che di bello c'era una volta. Ma tutto ciò forse non esiste.




L'AGORA' CITTADINO
di Nicola Gianello

Concordo su tutto tranne che la piazza debba essere rialberata. Non dovrebbe essere perennemente occupata da strutture pseudo-turistiche-culturali che secondo le intenzioni dovrebbero rivelarsi un toccasana (ma le evidenze dicono il contrario) per le ormai residue agonizzanti attività commerciali. Ma nemmeno essere ridotta a piazza da "paesone", da giardino di centro anziani tipo Barontini (per questo ci sarebbe tanto altro spazio verde da riqualificare, sia vicino al centro che in periferia) ma rimanere  l'agorà cittadino, mantenendo la spettacolarità architettonica (via giostre e dehors) dove si svolgono le attività principali  (feste e commemorazioni ufficiali tipo 25 aprile o 1 maggio) o eventi culturali di primo livello  coerenti con la storia e la cultura della Città)

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