06 ottobre 2026

SANITA' & SALUTE: Fibromialgia nei LEA. Dopo anni di attesa arriva il riconoscimento, ma solo per le forme più severe

                                               


Come molti di voi sanno, InSarzana ha dedicato particolare attenzione al problema della fibromialgia. Incontri, presentazioni di libri, pubblicazioni,aggiornamenti che potere trovare su questo blog alla voce FIBROMIALGIA. Siamo, dunque, particolarmente lieti di annunciare che, dopo svariati anni, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA). 


                          

Il provvedimento  è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 settembre 2026 e inserisce la “sindrome fibromialgica” nell’elenco delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria. Il riconoscimento riguarda però le forme considerate molto severe, individuate attraverso un punteggio FIQR superiore a 82. Il nuovo codice di esenzione è il 068 e il decreto entrerà in vigore il 30 ottobre, trenta giorni dopo la pubblicazione. A seguire l'articolo della Redazione di Gazzetta della Spezia che mostra i particolari della nuova acquisione terapeutica.



Fibromialgia nei LEA: dopo anni di attesa arriva il riconoscimento, ma solo per le forme più severe

dalla Redazione della Gazzetta della Spezia

Si conclude così un percorso iniziato diversi anni fa. La fibromialgia era rimasta fuori dall’elenco nazionale delle patologie croniche e invalidanti previsto dal DPCM del 12 gennaio 2017. Nel tempo sono state presentate diverse proposte per ottenere il riconoscimento della patologia e garantire ai pazienti percorsi di diagnosi, cura e riabilitazione più omogenei.

Nel 2023 il tema era già all’esame del Parlamento. Nel febbraio 2025, rispondendo alla Camera a un’interrogazione sull’attuazione degli impegni assunti sulla fibromialgia, il Governo aveva spiegato che la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA aveva formulato una proposta per inserire la sindrome fibromialgica grave tra le patologie croniche e invalidanti esenti. Il percorso prevedeva quindi il passaggio al Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’intesa con le Regioni e i successivi pareri parlamentari.

Il passaggio decisivo è arrivato il 23 ottobre 2025, quando la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sullo schema di aggiornamento dei LEA comprendente anche la fibromialgia. Il testo è quindi arrivato all’esame delle Commissioni parlamentari, che nel febbraio 2026 hanno espresso i relativi pareri, consentendo di completare l’iter e arrivare alla firma dei decreti nell’agosto successivo.

Il nuovo riconoscimento non riguarda però tutte le persone con fibromialgia. La norma individua come condizione per l’esenzione una forma “molto severa”, definita attraverso il FIQR, il Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised, con un punteggio superiore a 82. Il questionario considera diversi aspetti dell’impatto della malattia sulla vita quotidiana, tra dolore, affaticamento, sonno, capacità funzionale e dimensione emotiva.

Per chi rientra nei criteri previsti, il codice 068 consente l’accesso in esenzione a specifiche prestazioni. È prevista una visita di controllo ogni dodici mesi per monitorare la malattia, le complicanze più frequenti e prevenire ulteriori aggravamenti. Ogni anno è inoltre previsto un ciclo di dieci sedute di rieducazione motoria di gruppo, con gruppi omogenei per patologia e un massimo di sei pazienti. In presenza di comorbidità psichiatrica è prevista anche una visita psichiatrica di controllo annuale.

L’ingresso nei LEA e l’esenzione dal ticket non equivalgono però al riconoscimento automatico dell’invalidità civile. Si tratta di due ambiti diversi, con criteri e procedure differenti. Il nuovo provvedimento garantisce quindi un’esenzione dalle prestazioni previste per le forme molto severe, ma non stabilisce una percentuale di invalidità.

Il riconoscimento arriva dopo anni nei quali associazioni di pazienti, professionisti e rappresentanti politici hanno chiesto una presa in carico più omogenea della patologia. Nel dibattito sono stati affrontati anche temi come la formazione del personale sanitario, la creazione di reti e centri dedicati, la definizione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e l’inserimento della fibromialgia nel Piano nazionale per le cronicità.

Il nuovo decreto rappresenta quindi un passaggio importante, ma apre anche una nuova fase. Per le persone con forme molto severe viene finalmente introdotto un codice nazionale di esenzione e vengono individuate alcune prestazioni specifiche. Resta invece aperto il tema della presa in carico complessiva della malattia e quello delle persone con forme meno severe, che non rientrano nei criteri fissati per l’esenzione.

Dopo un percorso durato anni, la fibromialgia ha dunque ottenuto il riconoscimento nei Livelli essenziali di assistenza. Un risultato atteso da pazienti e associazioni, che ora dovrà tradursi in percorsi di cura accessibili e omogenei sul territorio nazionale.

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