15 aprile 2026

Incontro/lettura popolare GAZA, LA TREGUA NON ESISTE: 6°/7° - RICOSTRUIRE E CURARSI

 

Una tenda in mezzo alle macerie, nel quartiere di Sheikh Radwan, nella città di Gaza, il 30 dicembre 2025 (AP Photo/Abdel Kareem Hana)

In attesa di incontrarci per la LETTURA POPOLARE a favore di Gaza che avrà luogo venerdi 17 aprile 2026 nella sede di InSarzana e in Vicolo Bonicella 4 alle ore 17,30, vi proponiamo una serie di "verbi" che ci aiutano a prendere coscienza di cosa sia realmente la situazione in quella martoriata parte del mondo. IL SESTO E IL SETTIMO SONO: RICOSTRUIRE E CURARSI



Ricostruire

La ricostruzione non è partita. Secondo Jorge Moreira, direttore esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i progetti infrastrutturali (UNOPS), a Gaza ci sono più di 60 milioni di tonnellate di detriti: «Ogni persona è mediamente circondata da 30 tonnellate di detriti», sotto cui si trovano anche ordigni inesplosi, corpi e resti umani, materiale tossico. Al momento sono state liberate solo le strade principali, per permettere trasferimenti un po’ meno complessi, e alcuni abitanti hanno ripulito autonomamente le zone in cui vivono.

Per lavori più consistenti servono macchinari, ruspe e bulldozer, che entrano nella Striscia con grande difficoltà per le limitazioni imposte da Israele. Fra le cose che hanno bisogno di un permesso speciale per superare i controlli di frontiera ci sono tutti i veicoli, materiale da costruzione, attrezzature per la rimozione dei detriti, pompe per il drenaggio (che servirebbero per evitare allagamenti), materiale idraulico, depuratori, pannelli solari, cemento e cartongesso. (di Valerio Clari dal Post)

Una sala dell’ospedale al Shifa della città di Gaza, l’8 gennaio 2026 (AP Photo/Jehad Alshrafi)

                                               

Curarsi

La situazione degli ospedali è la stessa ormai da alcuni mesi: 18 sono funzionanti, altri 18 no, o perché si trovano nella parte occupata dall’esercito israeliano o perché distrutti o troppo danneggiati.

Ospedali e cliniche riescono a fornire un’assistenza di base, fra continue difficoltà legate anche alla scarsità di materiale medico e medicine, che prosegue. Ma trattamenti di maggiore complessità o terapie specialistiche restano complesse o impossibili, soprattutto per l’assenza di macchinari. In tutta Gaza non c’è una macchina per risonanze magnetiche funzionante (MRI) e i responsabili di Emergency raccontano di aver dovuto acquistare sul mercato locale a prezzo maggiorato macchinari come concentratori di ossigeno, elettrocardiografi o strumenti per ecografie, che non riuscivano a far entrare.

Fra le 20mila persone in attesa di un’evacuazione medica molti sono pazienti che hanno dovuto sospendere terapie e trattamenti per tumori, impossibili a Gaza. (di Valerio Clari dal Post)



InSarzana e la sezione spezzina di Amnesty International promuovono un incontro/lettura popolare in Vicolo Bonicella 4 a Sarzana, all'interno e all'esterno della nostra sede, venerdi 17 aprile 2026 dalle ore 17,30.

InSarzana e Amnesty International La Spezia non vogliono che questo silenzio diventi complicità. Venerdì 17 aprile ti invitiamo a stare insieme, ad ascoltare e a prendere parola.


Pietro Fiore, operatore umanitario, racconterà la sua testimonianza diretta dal campo. 

Andrea Giannoni suonerà Blues for Palestine.

Con la partecipazione dell'Associazione ALL'ISTANTE del Liceo Costa della Spezia

E poi il microfono sarà vostro: un leggio aperto a chi vuole dire la sua sull'olocausto in atto.
Venerdì 17 aprile 2026 ore 17.30
Vicolo Bonicella 4, Sarzana

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