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| Una classe a Khan Yunis, nel novembre del 2025 (AP Photo/Abdel Kareem Hana) |
In attesa di incontrarci per la LETTURA POPOLARE a favore di Gaza che avrà luogo venerdi 17 aprile 2026 nella sede di InSarzana e in Vicolo Bonicella 4 alle ore 17,30, vi proponiamo una serie di "verbi" che ci aiutano a prendere coscienza di cosa sia realmente la situazione in quella martoriata parte del mondo. Il QUARTO E QUINTO sono LAVORARE E ANDARE A SCUOLA
Lavorare
La maggior parte di negozi, officine e piccole imprese non esiste più. In alcune tende lungo la strada sono state improvvisate piccole botteghe di riparazioni, di ciclisti, mini-negozi e bar. L’agricoltura si pratica solo in piccoli orti, perché le zone in cui c’erano più campi agricoli erano quelle vicine al confine con Israele, che oggi sono oltre la “linea gialla”. Anche l’attività di pesca è molto limitata: i pescatori non possono allontanarsi più di 500 metri dalla costa, e sono costantemente sotto minaccia di essere bloccati o attaccati dalle navi militari israeliane.
Andare a scuola
A Gaza ci sono oltre 650mila bambini e bambine in età scolastica: per oltre due anni non sono andati a scuola ma da novembre le lezioni sono parzialmente ricominciate, anche se spesso all’interno di tende.
Secondo dati dell’Unicef, più del 97 per cento delle strutture scolastiche è stato distrutto o danneggiato, e molte sono state usate come rifugio da persone che tuttora ci vivono. Con poche aule, lavagne, sedie, banchi e insegnanti le scuole si sono organizzate perlopiù su tre turni quotidiani. Sono ricominciate anche le lezioni in 4 delle 18 università: sono ripartiti alcuni corsi di discipline scientifiche, in presenza ma ovviamente in situazioni emergenziali. Per gli studenti alcuni dei problemi principali sono la connessione internet molto instabile e i trasporti carenti o complessi: per raggiungere le lezioni possono volerci molte ore di viaggio. (di Valerio Clari dal Post)
InSarzana e la sezione spezzina di Amnesty International promuovono un incontro/lettura popolare in Vicolo Bonicella 4 a Sarzana, all'interno e all'esterno della nostra sede, venerdi 17 aprile 2026 dalle ore 17,30.
InSarzana e Amnesty International La Spezia non vogliono che questo silenzio diventi complicità. Venerdì 17 aprile ti invitiamo a stare insieme, ad ascoltare e a prendere parola.
Pietro Fiore, operatore umanitario, racconterà la sua testimonianza diretta dal campo.
Andrea Giannoni suonerà Blues for Palestine.
Con la partecipazione dell'Associazione ALL'ISTANTE del Liceo Costa della Spezia
E poi il microfono sarà vostro: un leggio aperto a chi vuole dire la sua sull'olocausto in atto.
Venerdì 17 aprile 2026 ore 17.30
Vicolo Bonicella 4, Sarzana



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