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| Factory & InSarzana con Luciano Federighi (l'ultimo a destra) |
Grazie all'Associazione InSarzana e alla Factory che hanno lavorato sodo per portarvi questa serata di pura Poesia. Grazie a Luciano Federighi e a Davide "Youngblood"Serini e al caro Danilo Sergiampietri che ci ha ospitato nella sua bella mostra "We are the War".
Essere stato testimone , per una sera del delirante suicidio artistico ( nella confusione della solitudine ,aveva cantato il giovane Percy , "Life is suicide" ) e del suo farsi estraneo al proprio genio,alieno nel proprio mondo....
Proprio cosi l'altra sera il mitico Luciano Federighi ci ha raccontato e suonato i suoi Blues. Mescolando cosi Blues e prosa dal suo nuovo libro " BLUES PERDUTI E ANIME LACERATE" ( ed. Giovane Holden).
Un gigante dalla barba bianca capace di trasformarsi come spirito da juke joint in tanti dei suoi idoli, mi vengono in mente a parte Mayfield, il grande Jimmy Rushing citato parecchie volte come leggende dei circuiti delle frattaglie o delle lussuose sale da ballo. Per me e Davide Serini Youngblood accompagnarlo è stato un vero privilegio, mescolando quello che siamo, uomini di Blues e ieri sera in Factory eravamo in tre a mostrarli questi Blues che ci impostano la vita. E' bastato poco per abbandonarci agli sguardi e alle dannate dodici battute e a farci prendere le carni dallo spirito di legba (che a quanto sembra abita nella tastiera di Luciano) e a suonarlo vivo questo Blues con tutta la liturgia e il rispetto.
Luciano piegato sul piano che alternava storie e strade blu da vissuto intrattenitore. Ci ha fatto perdere di nuovo nei Blues perduti suonando interiora lacerate e sangue scuro. Molti di quei pastori erano in Factory e concupivano il pubblico. Poco piu' in la verso la Cittadella aveva parcheggiato Hank Williams; passando ci ha guardato bene e si è tirato lo Stetson sugli occhi, ci ha lasciato un biglietto e tre birre pagate, sul biglietto c'era scritto " ora vado,la strada per Canton è ancora lunga...vi ho ascoltato, mi siete piaciuti e ora torno a sognare, bevete alla mia "Salute".
Andrea Giannoni
LE FOTO DI STEFANO LANZARDO





















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