30 maggio 2026

SPORT & ANIMA: L’eterna lotta di Novak Djokovic. E il tennis, tra le altre cose.

                                      

Anche il tennis, per il sottoscritto, rimane uno sport che nel tempo ha perso le attenzioni della giovinezza. Gli anni '70 di Panatta e company sono lontani, tuttavia proprio perchè è riemerso un grande campione italiano diventa difficile non dire alcune cose non tanto su Sinner, del quale oramai l'intero orizzonte tennistico italiano è colmo e traboccante, quanto invece di Novak Djokovoic che proprio ieri è stato eliminato dal Roland Garros di quest'anno.



Lo faccio, come solitamente InSarzana affronta i vari argomenti, perchè anche nel tennis e nei campioni che lo praticano occorre andare oltre alla mera cifra sportiva per osservare, come nel caso del campione serbo, che la profondità esistenziale umana raggiunge traguardi (siano essi vittorie e sconfitte) che ci insegnano molto di più che godere semplicemente di uno sport popolare. Il caso ha voluto che questo articolo, scritto con grande rispetto e di poco precedente all'uscita dal torneo di Djokovic ne esplora l'anima e il senso della sua stessa vita restituendoci un'angolazione che la maggior parte dei suoi estimatori (ma soprattutto dei suoi detrattori) probabilmente non conosce. 

G.G.

L’eterna lotta di Novak Djokovic. E il tennis, tra le altre cose.

di Lorenzo Tomasoni da Minima & Moralia

Nell’uomo dietro il campione, emerge il “margine di una ferita” che attraversa le bombe in Jugoslavia, Dio e Garcia Lorca.

Jugoslavia, 1993. Nella località sciistica di Kopaonik, sui campi da tennis con il terreno dilaniato dalle bombe degli aerei NATO, si sente una pallina che rimbalza, le corde delle racchette vibrare. C’è un bambino di sei anni, appoggiato alla rete che delimita il campo da tennis. Guarda seriosamente quella pallina andare di qua e di là, per un po’, e non dice nulla. La donna in campo, l’allenatrice Jelena Genčić, sta dando ai suoi allievi qualche indicazione sul movimento, la postura, l’altezza a cui impattare la pallina. Dopo qualche scambio, ad un certo punto Jelena lo nota. Gli occhi di quel bambino sono sempre fissi sulla pallina gialla. Ma sì, è il figlio dei gestori della pizzeria. Ehi, vuoi giocare? ...


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